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DOSSIER SPORT E MEDICINA

del 12.09.2017 a cura di "Redazione INBICI"

Siamo sempre più consapevoli che la postura del corpo influenzi il movimento.

Cerchiamo di far chiarezza come la postura influenzi il gesto della pedalata.

 

Cos’è la postura?
E’ la posizione  del corpo nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei.

La corretta postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le sue funzioni con il minor dispendio energetico sia in dinamica che in statica. Un miglior equilibrio posturale permette  al sistema muscolo-scheletrico di lavorare con  un rapporto di equilibrio ed efficienza ed avere un  vantaggio funzionale.

 

In che modo la postura può influenzare la pedalata sulla bici?

Considerando la pedalata come movimento ritmico e ripetuto nel tempo in una particolare posizione riteniamo che la postura influenzi  il confort e la resa atletica.

Quindi possiamo affermare come sia importante una corretta postura in bicicletta per evitare moltissime patologie infiammatori associate a frequenti e fastidiosi microtraumi.

Tutto questo porta sicuramente anche un  miglioramento delle prestazioni atletiche.

Per ottenere tutto questo abbiamo bisogno di ottimizzare l’equilibrio funzionale muscolare di tutti i gruppi muscolari.

 

 

 

 

Come migliorare la propria postura in bicicletta?

Innanzitutto affidandosi a professionisti capaci di fare valutazioni e trattamenti completi a 360° gradi. Questo vuol dire che ci sono diverse cose da prendere in considerazione per un miglioramento della postura. Ci deve essere un lavoro sinergico di equipe tra Biomeccanico, fisioterapista, osteopata, preparatore atletico.

 

Quindi da dove partiamo?

Possiamo partire da una Valutazione Biomeccanica, iniziando a differenziare il concetto di Valutazione da quello di Posizionamento perché dopo anni di esperienza  li abbiamo ben distinti tra loro per avere alla fine di una Corretta Valutazione il miglior Posizionamento.

 

E possibile spiegare meglio questo concetto?

Certo, nella Valutazioni gli atleti sono sottoposti ad un esame, mediante pedana stabilometrica, per determinare con esattezza quale fosse il corretto posizionamento delle tacchette in base alla effettiva zona di scarico della forza del piede. Un concetto semplice e basilare, ma quante volte lo abbiamo fatto? Una scorretta posizione delle tacchette può determinare seri problemi alle articolazioni di tutti gli arti inferiori, che a lungo andare si deteriorano. Dopo di ché  il lavoro passerà tramite una analisti scheletrica della spina dorsale tramite apparecchiatura computerizzata per finire con una analisi della pedalata mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e appositi rilevatori.

Tutto questo rappresenta una serie di valutazioni e di dati comparati che, in modo “sufficientemente” scientifico ma, comunque, riproducibile, ci portano a determinare una soluzione che banalmente definiamo Posizionamento. Come potete vedete in questo modo viene prodotto un Posizionamento customizzato per ogni persona ed esigenza per cercare la miglior prestazione o la soluzione a patologie articolari.

 

 

 

 

 

 

 

Quindi fatta la visita e sistemato l’atleta abbiamo finito?

Assolutamente no, dobbiamo considerare una serie di cose.

Non possiamo alla prima seduta cambiare totalmente la posizione, ma adattarla progressivamente in quanto l’apparato muscolo-scheletrico si adatta nel tempo alla nuova posizione e quindi avrà dei cambiamenti che vanno seguiti periodicamente.

Pensate solo se  ad un innalzamento della sella di circa 0,5 cm. Nulla direte, ma provate a chiedervi quante rotazioni al minuto compie la vostra gamba in un ora di biciletta (80rpm x 60 min = 4’800 rotazioni).  Un calcolo banale, ma che fa capire come ogni dettaglio in bici determini grandicambiamenti. Non per questo i professionisti sono costantemente monitorati.

Pensate anche quando cambiate la sella, le scarpe, le tacchette per non dire il telaio della bicicletta sono tutti cambiamenti che vanno controllati. Una scarpetta con una suola di mm 2 più alta o un telaio con un grado di inclinazione diversa, possono creare dei veri problemi.

Inoltre abbiamo parlato di lavoro di equipe, in quanto se nella prima valutazione rileviamo alcune problematiche muscolo scheletriche  (blocchi articolari, rigidità muscolare) quelle nel frattempo vanno risolte con trattamenti tipo Rieducazione posturale globale (Mezieres, Souchard), trattamenti fisioterapici  e osteopatici.

 

 

 

 

 

 

Quindi un ciclista deve essere seguito costantemente?

A nostro modesto parere si, infatti da noi nel prezzo della prima visita sono inclusi tutti i successivi controlli per completare il posizionamento fino ad un anno.

Ci raccomandiamo a tutti di non cambiare mai tacchette, scarpe e sella da soli.

 

 

 

a cura del Dr. Maurizio Radi centro Fisioradi Pesaro - Copyright © INBICI MAGAZINE

 

Foto testa : Tony Matin -Bettiniphoto

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