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Oro Italiano Rodman team

del 10.10.2013 a cura di "Redazione INBICI"

La rappresentativa Oro Italiano-Rodman Team svolge la sua attività sia su strada che sui sentieri della MTB. Andiamo allora ad incontrare due esponenti di queste discipline: lo stradista Federico Fagioli, un ventiduenne di grandi speranze, ed il biker Massimiliano Peirano, un quarantenne con una sontuosa carriera alle spalle.

 

Come siete arrivati allo sport del ciclismo?

F: E’ stata fondamentale la passione di mio padre che, a casa nostra, da sempre, mi ha fatto respirare “pane e ciclismo”.

 

M: Così, per gioco e per emulare gli amici. Da lì le prime garette e poi la passione è diventata quasi un lavoro.

 

Quando avete partecipato alla prima gara?

F: Ho iniziato a gareggiare a diciassette anni nella categoria Cadetti. E’ stata una partenza in salita, ma da quell’inizio ho imparato molto.

 

M: Ho iniziato a ventidue anni, cioè molto tardi e correvo su strada anch’io.

 

Come è proseguita la carriera nei primi anni?

F: Ho corso per due anni alla Garlaschese, una società importante di under 23. Sono stati due anni bellissimi che mi hanno fatto capire davvero che cosa vuol dire correre in bicicletta a certi livelli: le distanze, le tattiche, gli avversari di prim’ordine sono stati tutti tasselli di un mosaico che compone un corridore. Tutt’altra cosa, insomma, che inforcare la bici e pedalare.

 

M: Ricordo le sfide con gli amici, i primi piazzamenti e diverse volte sono arrivato davanti; diciamo che mi sono divertito molto.

 

C’è una cosa che vi accomuna, cioè un periodo di stop con la bici in garage…

F:  Sono stato circa sei mesi senza bici, ma dentro di me il “virus” del ciclista non è mai morto.

 

M: La mia pausa è stata di cinque anni; un periodo lungo davvero.

 

Poi però siete ripartiti…

F: Una sera a cena incontro Marco Fertonani, Team Manager di Oro Italiano; tra una portata e l’altra, mi parla del professionismo, delle gare, della sua squadra; io ascoltavo affascinato e sono uscito di lì con una grande voglia di pedalare. Per di più Marco mi ha dato la sua bici e quindi sono davvero gasatissimo.

 

M: Alcuni amici mi hanno convinto a riprendere la bici - questa volta la MTB - ed io sono stato ben contento.

 

La ripresa è stata positiva?

F: Per me si tratta di una cosa recentissima: ho ripreso con calma, ma dopo qualche giorno ho notato che la gamba si “ricordava” ancora di come si pedala e di come si spinge, visto che riuscivo a mantenere una velocità costante sui 38-40 km/h.

 

M: Devo dire che ho avuto tante soddisfazioni, tra le quali mi piace citare un bel numero di Campionati Regionali, il Giro di Torino, il Giro della Liguria XC, due importanti gare in Francia e quest’anno il secondo posto al Campionato d’Inverno MTB e la Mediofondo di Vinadio.

 

Ora però occhi puntati sul futuro!

F: Sì, a questo punto non vedo l’ora di cominciare, anzi di ricominciare, e di dare qualche soddisfazione a me stesso e a chi ha creduto in me. Il clima è buono, la squadra forte e quindi non resta che buttarsi e provare a fare risultati.

 

M: Credo di avere ingranato bene e di essere in crescendo di forma, quindi anch’io spero di poter dare presto altre soddisfazioni alla mia squadra.

 

La prossima intervista allora sarà dopo una vittoria…

F: Speriamo sia molto vicina allora!

 

P: Mi piacerebbe vincere ancora e “bene”, quindi speriamo sia così.

 

Fonte  PIERO FISCHI

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