Cassani, lo strabismo dei detrattori

 

Sui riverberi iridati di Bergen, con il tris mondiale di Sagan e le critiche velenose per la squalifica di Moscon, va in archivio la stagione ciclistica 2017. Una “coda” polemica che, ancora una volta, ha diviso gli appassionati di ciclismo.

Noi, senza alcuna remora, stiamo dalla parte di Cassani, il cui lavoro – per senso di equità - non può essere svilito da un attimo di black-out. Il Ct, infatti - giova ricordarlo - è il coordinatore di tutte le rappresentative nazionali e dunque le sette medaglie conquistate dall’Italia al mondiale (nessuna nazionale ha raccolto così tanto) certificano, soprattutto in prospettiva, l’ottimo lavoro svolto in questi anni.

Il 2017, dunque, è ormai al crepuscolo, ma il nostro staff è già da tempo al lavoro per una nuova edizione dell’InBici Top Challenge che, fedele alla tradizione, anche il prossimo anno riserverà tante novità. Già reso noto il calendario 2018 (si parte a febbraio da Laigueglia), il circuito – che propone quattro new-entry - è una esaltante fusione tra eventi ormai consolidati e rassegne emergenti. Otto appuntamenti (più la prova jolly in Croazia) che porteranno i nostri abbonati a pedalare sulle strade più belle e suggestive del Belpaese.

Chiusura con le fiere ciclistiche d’autunno che, ancora una volta, hanno confermato le difficoltà ormai congiunturali di un format che già da tempo mostra segnali di sofferenza, come dimostrano le assenze sempre più vistose dei grandi marchi internazionali. In questo clima d’incertezza, continua a crescere invece l’immagine del Cosmobike di Verona, numeri alla mano sempre più vetrina di riferimento europea per l’intero settore.

 

Maurizio Rocchi