Credo che ciò che abbiamo visto ieri nella penultima tappa del Giro d’Italia verrà ricordato per molto tempo, non solamente per le gesta agonistiche ma anche per altre situazioni particolari ed emozionanti, specialmente sulle due scalate del Monte Grappa.
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I protagonisti principali sono stati due: Giulio Pellizzari e Tadej Pogacar. Il marchigiano della VF Group – Bardiani CSF – Faizané ci ha fatto innamorare regalandoci una prestazione in salita di grande qualità, sfiorando il colpaccio che, siamo sinceri, avrebbe meritato di realizzare. Il transito in cima alla “Montagna degli Alpini” in testa al primo passaggio e solo dietro alla Maglia Rosa al secondo, ci ha fatto godere parecchio. Giulio ha solo 20 anni, è il più giovane corridore del Giro ma ha qualità così importanti che la Redbull – Bora (così si denominerà l’attuale Bora – Hansgrohe a partire dal prossimo Tour de France) lo ha praticamente già tesserato per le prossime stagioni e quindi ne sentiremo parlare per tantissimo tempo in futuro. In compenso, aggiungiamo l’ottimo quinto posto finale di Antonio Tiberi, miglior giovane del Giro d’Italia e finalmente nuova realtà per quanto riguarda il nostro ciclismo nelle corse a tappe.
Passiamo a Tadej, dominatore incontrastato di questo Giro d’Italia e fuoriclasse a 360 gradi. Il più completo corridore degli ultimi trent’anni, capace di stravincere le Classiche, le cronometro e tutte le corse a tappe a cui partecipa. In questa Corsa Rosa è leader dal secondo giorno, anche se il suo grande obiettivo era quello di prendersi il simbolo del primato già a Torino nella frazione di apertura, se solo non avesse avuto un Narvaez scatenato e che gli ha scombussolato i piani.
Lo sloveno del Team UAE – Emirates ha vinto fino a oggi sei tappe: quattro in perfetta solitudine (Oropa, Livigno/Mottolino, Monte Pana e Bassano del Grappa), la cronometro a Perugia e in volata ristretta a Prati di Tivo. Non c’è stata storia contro gli avversari, non perché gli altri sono “scarsi”, anzi, solamente perché abbiamo a che fare con un vero fenomeno del pedale. Non solo come atleta ma come uomo, da quanto si è visto ieri sul Grappa: che bello vederlo salutare i suoi tifosi connazionali a bordo strada, regalare sorrisi, ringraziare i suoi fidati gregari, dare la carica a Pellizzari seguendolo all’attacco dopo averlo raggiunto e, dulcis in fundo donare borracce a dei piccoli tifosi che gli correvano a fianco.
Tadej entra nel cuore di tutti i tifosi, non importa che non sia italiano, quando dimostri di essere un vero campione di umiltà, generosità e simpatia, verrai amato per sempre. Di sicuro da ieri ci saranno tanti suoi tifosi in più e ci aspettiamo che torni a difendere la Maglia Rosa negli anni a venire, magari duellando con Jonas Vingegaard, che nei Grandi Giri è l’unico con cui attualmente può rivaleggiare.
Intanto stasera Pogacar potrà godersi a Roma la sua grande festa, sollevando l’atteso Trofeo Senza Fine all’ombra del Colosseo.
A cura di Andrea Giorgini Copyright© InBici Magazine ©Riproduzione Riservata